Cos’è la Scabbia?
La scabbia è una malattia infettiva della pelle causata da un acaro microscopico, il Sarcoptes scabiei. L’infestazione provoca un prurito intenso, che tende a peggiorare durante la notte, e può determinare la comparsa di piccole papule rossastre in diverse aree del corpo. Le zone più frequentemente colpite sono polsi, spazi interdigitali delle mani e dei piedi, ombelico, girovita, area sotto il seno, ascelle e area genitale; nei bambini possono essere interessati anche cuoio capelluto, volto, collo, palmi e piante dei piedi. La scabbia è altamente contagiosa e può diffondersi rapidamente tramite contatto diretto o con oggetti contaminati, come vestiti e biancheria da letto.
Le cause della patologia.
La scabbia è causata dall’acaro Sarcoptes scabiei, che scava cunicoli appena sotto la pelle, dove le femmine depongono le uova. Dopo la schiusa, le larve risalgono in superficie e possono infestare altre aree della pelle o trasmettersi ad altre persone. La malattia si trasmette principalmente per contatto diretto con individui infetti o con oggetti contaminati, come vestiti, asciugamani o lenzuola. La rapida diffusione della scabbia rende fondamentale la prevenzione e la gestione tempestiva dei contatti stretti e dei conviventi.
Come all’istituto curiamo la patologia.
La diagnosi viene effettuata dal dermatologo mediante esame clinico della pelle, con attenzione alla presenza di cunicoli e papule; in alcuni casi si eseguono prelievi di pelle per confermare la presenza dell’acaro e delle sue uova al microscopio. Il trattamento si basa su creme o lozioni antiparassitarie, come permetrina al 5% o benzoato di benzile (10-30%), da applicare su tutto il corpo la sera e lasciare agire per almeno 8 ore; il ciclo di trattamento viene generalmente ripetuto dopo una settimana. In casi particolari, come resistenza al trattamento topico o deficit del sistema immunitario, possono essere prescritti farmaci orali come l’ivermectina. È consigliato trattare tutte le persone a rischio di contagio e mantenere puliti e isolati gli oggetti personali potenzialmente contaminati. Il prurito può persistere per alcune settimane dopo la fine della terapia, ma non indica inefficacia del trattamento; è necessario un controllo dermatologico per verificare il successo della cura.