Tricologia

Cos’è il Lichen planus?

Il lichen planopilaris è una forma di lichen planus che colpisce i follicoli piliferi, determinando una forma di alopecia cicatriziale nell’adulto. La malattia si manifesta inizialmente con papule di colorito rosso-lilla o lilla scuro, associate a eritema, prurito e desquamazione del cuoio capelluto. Con il progredire del processo, le papule evolvono in cheratosi follicolare, seguita da atrofia cicatriziale e perdita definitiva dei capelli. Le chiazze alopeciche possono espandersi in modo centrifugo e, negli stadi avanzati, assumere un colorito bianco-avorio irregolare, rendendo difficile la diagnosi senza reperti in altre sedi cutanee o mucose. La sintomatologia soggettiva più comune è il prurito, spesso intenso, e il pull test mostra la caduta di capelli in fase anagen.

Lichen planus 

Le cause della patologia.

La patogenesi del lichen planopilaris è principalmente immunodeterminata, con un coinvolgimento dei linfociti T citotossici che attaccano le cellule dello strato basale dell’epidermide e del follicolo pilifero. Fattori predisponenti includono la presenza di lichen planus cutaneo o mucoso, ma la malattia può presentarsi anche isolata sul cuoio capelluto. L’evoluzione porta a un infiltrato linfocitario perifollicolare e intrafollicolare, degenerazione delle cellule follicolari e progressiva fibrosi che distrugge i follicoli, determinando la perdita permanente dei capelli. Lesioni ungueali o cutanee associate sono comuni nei pazienti affetti.

Diagnosi e cura

Come all’istituto curiamo la patologia.

La diagnosi richiede spesso una biopsia cutanea, utile a identificare degenerazione dello strato basale follicolare, spazi di Max Josef e alterazioni caratteristiche della cute interfollicolare. L’immunofluorescenza diretta può evidenziare depositi di IgM e fibrina lungo l’interfaccia epitelio-follicolare. Il trattamento è principalmente mirato a bloccare il processo infiammatorio: corticosteroidi intralesionali o sistemici, triamcinolone acetonide locale, e in alcuni casi ciclosporina a basse dosi. Recentemente, la cetirizina ad alte dosi ha mostrato effetti stabilizzanti. È fondamentale informare il paziente che la terapia non determina ricrescita nei follicoli già distrutti, ma previene la formazione di nuove chiazze. Nei casi stabilizzati, dopo anni di controllo dell’infiammazione, può essere considerato un trattamento chirurgico ricostruttivo.

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